[VIDEO] Processo ai venetisti: la perizia sul Tanko non si ripete

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Tre video della mattinata che ha visto la città serrata attorno al tribunale: l’arrivo di 150 manifestanti a favore dell'Indipendenza del Veneto e del Nord, l’intervista a Patrizia Badii e all’avvocato Luca Azzano Cantarutti.
Il giudice ha deciso di accogliere la richiesta delle difese di non ripetere la perizia sul Tanko, che nella prima era risultato non in grado di sparare, quindi non un’arma da guerra

Rovigo - Respinta la richiesta di nuova perizia sul Tanko, il mezzo blindato sequestrato ai venetisti in un capannone a Casale di Scodosia, sotto il circondario dell’ex tribunale di Este, oggi competenza di Rovigo per accorpamento.
La richiesta di trasferire tutto il procedimento nel capoluogo polesano deriva dalla non competenza territoriale del tribunale di Brescia e nel giorno della prima udienza a Rovigo il Pubblico ministero aveva richiesto il rinnovo della perizia balistica sul Tanko, ovvero se fosse o meno capace di sparare. La decisione del giudice di tenere valida la perizia che è tutta a favore degli imputati, per i quali è caduta l’ipotesi di reato di costruzione e possesso di armi da guerra lascia aperta la porta del giudizio per associazione sovversiva allo Stato in quanto componenti dell’associazione eversiva “Alleanza”, che avrebbe perseguito l’indipendenza di Lombardia e Veneto Orientale, anche adottando metodi violenti.

Nel corso dell’udienza preliminare, i pm Carmelo Ruberto e Sabrina Duò hanno chiesto il proscioglimento per 15 dei 46 indagati: Alloisio, Bortotto, Canevarolo, Cassata, Contin Valeria, Fante, Iannaccone, Lanzalotta, Marchi, Perucca, Pirodda, Puttini, Zago Antonio, Zago Monica, Zanardo. La decisione definitiva del giudice per le udienze preliminari Alessandra Martinelli avverrà il 14 luglio prossimo.

Dalla mattina di sabato il centro di Rovigo è stato presieduto da un imponente cordone di sicurezza per evitare qualsiasi problema di ordine pubblico nello svolgimento del maxi processo che vede imputate 46 persone, ma uno sarebbe deceduto ad aprile scorso.

Tra i 150 manifestanti il gruppo più numerosi è stato quello denominato Gir (Gruppi di Intervento Rapido), una sorta di milizia vestita con tanto di anfibi, cinturone e guanti di pelle, di Patrizia Badii, che sono stati creati per garantire, come da descrizione nel sito internet “sul territorio nazionale veneto una presenza vigile ed immediata contro tutti gli abusi perpetrati da parte di ufficiali giudiziari italiani, Guardia di Finanza, Agenzia della Entrate ed Equitalia nei confronti di soggetti privati ed imprenditori dichiaratasi di nazionalità veneta e che hanno quindi chiuso il loro rapporto con il fisco italiano”.

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