“Non basta dire no ai nuovi supermercati, così si avvantaggia la grande distribuzione”

Blog

Recensioni del Ristorante / Blog 37 Views

E’ necessario discutere di come rilanciare il territorio dal punto di vista economico al fine di garantire la sopravvivenza del tessuto commerciale esistente per il consigliere comunale Alberto Borella che interviene dopo che la giunta ha bocciato le proposte relative alla stesura del nuovo piano degli interventi riguardanti ben 6 strutture commerciali che avrebbero dovuto insediarsi sul territorio. Scelte, per la quale sorge il dubbio, che non siano solo a tutela dei commercianti del centro ma anche delle realtà già presenti e ben consolidate in città che stanno già cercando di espandersi 



Rovigo - “Basta supermercati… scelta etica o garantista?”. E’ la domanda che si pone il consigliere comunale Alberto Borella, che da una parte plaude alla scelta della giunta di bocciare le proposte relative alla stesura del nuovo piano degli interventi riguardanti ben 6 strutture commerciali che avrebbero dovuto insediarsi sul territorio comunale (LEGGI ARTICOLO), ma d’altra fa una riflessione sull’attuale situazione delle realtà già presenti che sembrerebbero essere tutelate. 

“Ho partecipato in passato a riunioni dove i cosiddetti “liberisti” di Forza Italia, affermavano il bisogno agevolare investimenti che avrebbero prodotto posti di lavoro grazie all’apertura di nuove realtà commerciali. - esordisce Borella - Analisi semplicistica che omette la valutazione dell’impatto che nuovi insediamenti generano sul territorio. La questione non si limita infatti alla sola limitazione del consumo di suolo, che è stato recentemente votata negativamente in consiglio comunale ma riguarda anche il economico della piccola imprenditoria che verrebbe spazzato via dai nuovi insediamenti commerciali dei grandi gruppi. Questo aspetto, non secondario tende ad impoverire i luoghi dell’insediamento; l’assunzione del personale risulta essere un palliativo; le risorse generate da questi distributori infatti vengono portate altrove, e sul territorio restano solo gli stipendi dei dipendenti,  mentre gli investimenti dei piccoli commercianti ed artigiani sono bruciati e non saranno più appannaggio del territorio. Giusto dunque applaudire la scelta della giunta comunale che impedendo nuovi insediamenti, sceglie di difendere il territorio, cercando di sostenere la piccola imprenditoria locale. Si tratta purtroppo di una scelta tardiva che in passato non è stata presa con la giusta determinazione, e che ha permesso uno sviluppo fuori controllo nelle zone strettamente periferiche che ha prodotto negli anni l’attuale crisi del centro storico impoverito nella sua offerta dal continuo prolificare di strutture di media e grande dimensione”.    

“Tuttavia anche oggi, nonostante siano evidenti gli effetti devastanti delle scelte passate, una parte della  politica poco lungimirante, tende a giustificare i nuovi insediamenti affermando che non vi è concorrenza tra centro storico e grandi negozi periferici, - spiega Borella - a fronte dell’offerta diversificata, e della necessità del piccolo commercio di specializzarsi e di migliorare la propria offerta di nicchia, senza considerare che le trasformazioni e gli adeguamenti costano e spesso non sono sostenuti economicamente proprio dalle banche locali che preferiscono offrire la loro disponibilità finanziaria a grandi gruppi solidi piuttosto che agli imprenditori locali alla ricerca di nuove idee e di nuove proposte da avviare sul territorio”. 

“Difficile pensare ad un nuovo corso per i negozi di prossimità, in un mercato impoverito dalla costante riduzione   del numero di abitanti e d’altro canto dall’aumento dell’offerta commerciale despecializzata della periferia.

La capacità di spesa delle persone è infatti un dato oggettivo, e non cambia in base all’offerta, ma in base al reddito. Giusto sarebbe pensare a nuove politiche di insediamento produttivo industriale, a nuove opportunità sul territorio che possano garantire nel breve periodo ad un rilancio occupazionale che si è progressivamente perduto. Giusto ricordare a tale proposito anche le altre gravi perdite del territorio comunale, a partire dalla caserma silvestri, dalla scuola guardia di finanzia, dal carcere, oltre che dal progressivo abbandono anche degli istituti scolastici, oramai tutti collocati fuori città; per non parlare dell’annunciato arrivo dell’università in centro che attendiamo da oltre 10 anni”.  

Per Borella quindi ben venga lo stop a nuovi insediamenti commerciali di dubbia necessità, ma è necessario discutere al più presto di come rilanciare il territorio dal punto di vista economico al fine di garantire la sopravvivenza del tessuto commerciale esistente “che sta progressivamente scomparendo. Il punto di non ritorno è molto vicino, e la grande distribuzione organizzata già presente sta cercando di consolidare le posizioni - conclude - attraverso ampliamenti di superficie che possano garantire una sorta di monopolio territoriale difficile da scalfire. Ecco perché sorge il dubbio che la scelta del blocco ai nuovi insediamenti non possa essere solo di tipo etico, ma possa anche rappresentare una forma di garantismo nei confronti delle realtà già presenti e ben consolidate in città, sotto ogni aspetto”.

Comments